stefano.alessandrelli

01 Novembre 2019

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“Il gruppo speleologico anconetano ha individuato l’apertura di una grandissima grotta […] le dimensioni della grotta sono talmente grandi che occorreranno numerose ispezioni per stabilirne l’ampiezza. Secondo le prime indicazioni sembra che sia una delle più grandi finora scoperte nel nostro paese e comunque fra le prime in una ipotetica classifica mondiale. Il gruppo ha ora in animo di effettuare una ispezione con permanenza in loco di almeno una settimana”

(Corriere Adriatico del 6 ottobre 1971)

Grotte di Frasassi

Le grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona. Il complesso delle grotte ricade all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.

Il complesso è formato da una serie di grotte di cui la prima, visitabile dall’attuale ingresso, è l’Abisso Ancona, una enorme cavità che ha un’estensione di 180 x 120 m ed un’altezza di 200 m; è talmente ampia (oltre 2 milioni di m3 di volume) che al suo interno potrebbe essere contenuto senza problemi il Duomo di Milano.

Dal 1972 è sotto la tutela del Consorzio Frasassi, costituito dal comune di Genga e dalla provincia di Ancona, con l’obiettivo di salvaguardarne e valorizzarne la fruibilità scientifica e turistica.

Dal 1º settembre 1974 parte delle grotte è aperta al pubblico, divenendo nel tempo una delle maggiori attrazioni turistiche delle Marche; si è stimato che da allora oltre 12 milioni di persone le abbiano visitate.

Il territorio ``carsico``

Circa un milione di anni fa il fiume Sentino scorreva molto più in alto nella gola rispetto alla quota attuale, le sue acque penetravano all’interno di grandi faglie dentro al banco di calcare massiccio che forma la Gola di Frasassi. Queste acque fredde incontravano risalite di acqua sulfurea con la quale si miscelavano e questa miscelazione aumentava in maniera esponenziale la dissoluzione della roccia calcarea, crando enormi vuoti e generando nei millenni successivi tutto il sistema di grotte.

Tale fenomeno è noto come “carsismo” (termine derivato dalla regione del Carso Triestino dove inizialmente è stato studiato il fenomeno); tale termine indica l’attività chimica esercitata dall’acqua, soprattutto su rocce calcaree, sia di dissoluzione sia di precipitazione, determinando una precisa e caratteristica tipologia di suolo detta suolo carsico, caratterizzato, oltre che dalla presenza diffusa di rocce calcaree, anche di doline, inghittitoi e da acqua che filtra facilmente in profondità nel sottosuolo.

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